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Ministro della salute: un bilancio

Renato Balduzzi ministroIl programma che ho svolto si è tradotto sostanzialmente in una “manutenzione straordinaria” del sistema sanitario.

In alcuni campi, penso ai medici di famiglia, all’intramoenia, ai concorsi per i primari, siamo riusciti a riproporre un concetto mai abbastanza perseguito: la trasparenza. E non dimentichiamo la riorganizzazione della Croce Rossa (che a molti pareva impresa disperata) e la battaglia sull’amianto: il piano nazionale di contrasto alla fibra e ricerca sulle malattie ormai è lanciato e andrà avanti comunque.

Certo, sono stati chiesti tagli e sacrifici anche alla Sanità: sono riuscito però a trasformare le richieste più pesanti in sacrifici sopportabili. E i tagli della spending review non hanno riguardato i servizi, bensì gli sprechi e le inefficienze di disorganizzazioni che non ci possiamo più permettere (calcolate in 3 miliardi all’anno), non solo perché la ricchezza del Paese diminuisce e di conseguenza calano le spese per la sanità ma anche perché è l’unica strada per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini.

Ho sempre detto che la sanità deve concorrere ai conti del Paese ma senza danneggiare il servizio all’utenza che resta fondamentale e prioritario: regole più rigore, ecco l’obiettivo.

Quella ridisegnata dal mio ministero e dal Governo Monti è una sanità più vicina al cittadino, più razionale nell’offerta dei servizi, meglio governata, anche dal punto di vista della trasparenza e non solo dal punto di vista del risparmio della spesa.

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